Wanna Marchi docet.

Wanna Marchi docet.

Correva l’anno 1983 quando sbarcò in TV il Wanna Marchi Show, il programma condotto dalla regina delle televendite. Sappiamo tutti come è andata a finire.

Ai giorni nostri il piccolo schermo non ha più lo stesso appeal di un tempo; la scena è decisamente presa dai social media e si assiste ad un pullulare di “attori”, elegantemente chiamati influencer, influser, opinion leader di varia e improbabile estrazione.

Dall’ex muratore disoccupato Francesco Cangemi, con i suoi canali sputtaniamotutti, alla ex fashion blogger Chiara Ferragni, con la sua acqua Evian.

Mi sorge spontanea la domanda: dov’è la differenza tra il vecchio Wanna Marchi Show e i moderni viral actors che spopolano in rete? Ognuno saprà darsi una risposta.

Vi lascio con una performance di Fanpage.

Ulrich2000

Ulrich2000

Ulrich ricordava benissimo come fosse tornata in auge l’incertezza. Si erano progressivamente accumulate dichiarazioni nelle quali persone dal mestiere un po’ incerto, come i poeti, i critici, le donne e quegli individui che esercitano la professione di nuova generazione, lamentavano che la scienza pura fosse un qualcosa di nefasto, capace di fare a pezzi ogni opera umana elevata, ma non di rimetterla insieme; e tutti costoro esigevano una nuova fede umana, il ritorno ai sentimenti primigeni, uno slancio spirituale e ogni sorta di analoghe aspirazioni. All’inizio Ulrich li aveva ingenuamente presi per individui che, dopo una lunga cavalcata, scendono zoppicanti da cavallo chiedendo a gran voce che li si spalmi d’anima; ma a poco a poco fu costretto a riconoscere come quel grido ripetuto, che da principio gli era parso così buffo, trovasse ampia risonanza; la scienza incominciava a diventare inattuale e il tipo d’uomo poco rigoroso che domina il presente si stava ormai affermando. Da "L'uomo senza qualità", Robert Musil.