Romanzi come “stories” di Instagram.

Romanzi come “stories” di Instagram.

La New York Public Library ha lanciato una nuova iniziativa: romanzi e novelle diventano stories pubblicate sul canale Instagram della istituzione.

Le pagine del libro – il primo è “Alice nel paese delle meraviglie” – diventano diapositive della story, integrata da clip video, illustrazioni e immagini realizzate con grande cura.

Come spiega Corinna Falusi, responsabile creativa dell’agenzia di comunicazione Mother di New York che ha realizzato il progetto: “Instagram ha inconsapevolmente creato la libreria perfetta per questo nuovo tipo di romanzo online”.

Insta Novels – questo il nome del progetto partito con il romanzo di Lewis Carroll – prevede altri titoli di grande fascino: The Yellow Wallpaper di Charlotte Perkins e La Metamorfosi di Franz Kafka. Tutti romanzi caratterizzati da una componente visiva significativa e che, quindi, si prestano molto bene al media che vanta il suo successo proprio sulle immagini.

Provate a curiosare.

Ulrich2000

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Ulrich ricordava benissimo come fosse tornata in auge l’incertezza. Si erano progressivamente accumulate dichiarazioni nelle quali persone dal mestiere un po’ incerto, come i poeti, i critici, le donne e quegli individui che esercitano la professione di nuova generazione, lamentavano che la scienza pura fosse un qualcosa di nefasto, capace di fare a pezzi ogni opera umana elevata, ma non di rimetterla insieme; e tutti costoro esigevano una nuova fede umana, il ritorno ai sentimenti primigeni, uno slancio spirituale e ogni sorta di analoghe aspirazioni. All’inizio Ulrich li aveva ingenuamente presi per individui che, dopo una lunga cavalcata, scendono zoppicanti da cavallo chiedendo a gran voce che li si spalmi d’anima; ma a poco a poco fu costretto a riconoscere come quel grido ripetuto, che da principio gli era parso così buffo, trovasse ampia risonanza; la scienza incominciava a diventare inattuale e il tipo d’uomo poco rigoroso che domina il presente si stava ormai affermando. Da "L'uomo senza qualità", Robert Musil.