Modiano: come giocarsi male le proprie carte.

Modiano: come giocarsi male le proprie carte.

La Modiano, una delle storiche aziende produttrici di carte da gioco, ha messo in cassa integrazione i sui dipendenti e rischia di chiudere.

 

Sicuramente prima causa è la crisi del mercato dei consumi che vede ridurre di fatto le commesse. A ruota ad essere chiamata in causa è la concorrenza di quei Paesi in cui si produce con un basso costo di manodopera.

 

A mio avviso però c’è dell’altro, ovvero una certa miopia tutta italiana ad investire sul web e sulla comunicazione in genere. Dando un rapido sguardo al sito web della Modiano – tralasciando considerazioni di tipo estetico – ho notato alcune cose:

 

• non è responsivo

• non è user friendly

• è scarsamente leggibile

 

Inoltre il catalogo prodotti, che dovrebbe essere in primo piano, è in parte in PDF, cosa che scoraggia qualunque utente a cliccarci sopra. Come se non bastasse tutto il catalogo in PDF risulta essere in allestimento.

 

Una menzione a parte merita la sezione e-commerce, indicata da un minuscolo display. Se un utente dotato delle migliori intenzioni di acquisto riuscisse ad individuarla e a cliccarci sopra, si troverebbe di fronte ad un laconico:

 

Attualmente l’area E-Commerce è in allestimento! per ricevere informazioni sulla Attivazione, lasciate il Vostro indirizzo Email  [NdR].

 

Per non parlare dei canali social, Facebook e Twitter, che pur esistenti sono di fatto abbandonati a se stessi e presentano una bassissima percentuale di interazione e di engagement con gli utenti.

 

Mi direte voi, ma le sorti di una azienda non dipendono solo dal sito web o dall’e-commerce.

E’ vero! Ma il sito web è senza dubbio il primo biglietto da visita che un’azienda presenta ai potenziali clienti.

La cura e l’attenzione per il sito web, i canali social, sono un corollario ormai indispensabile per ogni azienda che vuole rimanere sul mercato e creare relazione con vecchi e nuovi clienti.

 

A questo punto mi chiedo: può una azienda storica, che produce di fatto un mono prodotto, permettersi di non tenere conto dei cambiamenti del mercato?

Possono dei direttori della comunicazione, del marketing, di produzione non rendersi conto che le esigenze/gusti dei consumatori cambiano e che devono per forza cambiare il loro approccio ai consumer, stimolando di fatto una domanda latente? (Es. cavalcare l’onda dei giochi di carte on line, del fenomeno dei tornei di burraco, etc).

 

Guardo il marchio Modiano e vedo tanti punti di forza su cui si sarebbe potuto far leva prima di arrivare alla cassa integrazione:

 

• Artigianalità

• Tradizione

• Made in Italy

• Arte

• Tecnologia.

 

Invece, nessun investimento, nessun piano di comunicazione integrata con il web e i canali social per il rilancio del marchio, nessuna proiezione di sé ne futuro.

 

Spero che l’azienda metta in ponte dei piani di rilancio, altrimenti Modiano resterà a memoria degli studenti di comunicazione come un marchio che non ha saputo sfruttare i propri punti di forza e peggio ancora non ha avuto una visione di sé nel futuro attraverso il web e i new media. Insomma, solo un’altra bad case history italiana.

 

 

Ulrich2000

Ulrich2000

Ulrich ricordava benissimo come fosse tornata in auge l’incertezza. Si erano progressivamente accumulate dichiarazioni nelle quali persone dal mestiere un po’ incerto, come i poeti, i critici, le donne e quegli individui che esercitano la professione di nuova generazione, lamentavano che la scienza pura fosse un qualcosa di nefasto, capace di fare a pezzi ogni opera umana elevata, ma non di rimetterla insieme; e tutti costoro esigevano una nuova fede umana, il ritorno ai sentimenti primigeni, uno slancio spirituale e ogni sorta di analoghe aspirazioni. All’inizio Ulrich li aveva ingenuamente presi per individui che, dopo una lunga cavalcata, scendono zoppicanti da cavallo chiedendo a gran voce che li si spalmi d’anima; ma a poco a poco fu costretto a riconoscere come quel grido ripetuto, che da principio gli era parso così buffo, trovasse ampia risonanza; la scienza incominciava a diventare inattuale e il tipo d’uomo poco rigoroso che domina il presente si stava ormai affermando. Da "L'uomo senza qualità", Robert Musil.