Il concetto di proprietà nell’era digitale.

Il concetto di proprietà nell’era digitale.

I prodotti digitali come ebook e musica digitale sono spesso visti per liberare i consumatori dagli oneri di proprietà”, scrive Rebecca Mardon dell’Università di Cardiff. “Alcuni studiosi hanno annunciato ‘l’età dell’accesso’, in cui la proprietà non è più importante per i consumatori e diventerà presto irrilevante. Gli ultimi anni hanno visto l’emergere di una serie di modelli basati sull’accesso nel regno digitale. Per gli utenti di Spotify e Netflix, ad esempio, possedere film e musica è diventato irrilevante in quanto questi servizi basati su abbonamento offrono maggiore praticità e maggiore scelta“.

In uno studio realizzato nel 2018 dalla Norton School of Family and Consumer Sciences dell’Università della Arizona, è emerso il concetto di proprietà psicologica, che applichiamo ad un bene digitale che, in realtà, non ci appartiene. Ecco, così, che trasformiamo la non-proprietà di un bene digitale in percezione di possesso. Una percezione di proprietà che risponde principalmente a 3 fattori: la sensazione di avere il controllo sull’oggetto che si possiede, il ruolo che l’oggetto assume per definire chi siamo, l’aiuto che l’oggetto ci fornisce per migliorare il senso di appartenenza nella società.

Il punto è che comprando un bene digitale – sia un ebook come un brano musicale o un film – in realtà otteniamo una licenza di utilizzo, con restrizioni più o meno ampie. Non entriamo in possesso del bene, come accade per gli oggetti fisici. Non a caso ci sono esempi di utenti che si sono trovati privati della possibilità di utilizzo di beni digitali, come nel caso di Microsoft che ha deciso di chiudere il suo servizio di ebook, portandosi dietro tutte le librerie dei clienti (anche se promettendo loro un rimborso).

“Molti consumatori – afferma Rebecca Mardon – danno un senso ai loro beni digitali basandosi sulle loro precedenti esperienze di possesso di oggetti fisici. Se il nostro negozio di libri chiudesse, il proprietario non busserebbe alla nostra porta chiedendo di rimuovere i libri acquistati in precedenza dai nostri scaffali. Quindi non prevediamo che accada nel contesto dei nostri ebook. Il regno digitale presenta nuove minacce alla proprietà a cui i nostri beni fisici non ci hanno preparato”.

È evidente che il processo di digitalizzazione apre molte questioni ancora non risolte.

Ulrich2000

Ulrich2000

Ulrich ricordava benissimo come fosse tornata in auge l’incertezza. Si erano progressivamente accumulate dichiarazioni nelle quali persone dal mestiere un po’ incerto, come i poeti, i critici, le donne e quegli individui che esercitano la professione di nuova generazione, lamentavano che la scienza pura fosse un qualcosa di nefasto, capace di fare a pezzi ogni opera umana elevata, ma non di rimetterla insieme; e tutti costoro esigevano una nuova fede umana, il ritorno ai sentimenti primigeni, uno slancio spirituale e ogni sorta di analoghe aspirazioni. All’inizio Ulrich li aveva ingenuamente presi per individui che, dopo una lunga cavalcata, scendono zoppicanti da cavallo chiedendo a gran voce che li si spalmi d’anima; ma a poco a poco fu costretto a riconoscere come quel grido ripetuto, che da principio gli era parso così buffo, trovasse ampia risonanza; la scienza incominciava a diventare inattuale e il tipo d’uomo poco rigoroso che domina il presente si stava ormai affermando. Da "L'uomo senza qualità", Robert Musil.