Da Conrad a Salvatores: il gotico e il doppio.

Da Conrad a Salvatores: il gotico e il doppio.

La riflessione che suggerisce il titolo nasce in particolare da un film di Gabriele Salvatores: Educazione siberiana. Non mi dilungo sulla sinossi del film. Per chi non lo avesse visto si trova facilmente in rete. Mi piace sottolineare alcune sensazioni che mi ha trasmesso.

Già nel titolo di questo post anticipo i temi. Il gotico, il doppio, la narrativa Conradiana. In effetti è proprio quello che mi ha colpito, andando col pensiero al racconto The secret sharer di Conrad. Si tratta di un racconto ambientato in mare che narra la storia di un giovane capitano al suo primo comando. Sulla sua nave accoglie un uomo accusato di omicidio e fuggito da un’altra nave. Il racconto si sviluppa in un clima di immobilità quasi spirituale: è l’incontro del giovane capitano con una sorta di “altro sé”, un incontro che lo terrorizza e lo attrae, un viaggio spirituale nell’inconscio.

Il tema del doppio è certamente dominante, ma non è l’unico elemento gotico del racconto. Storie di banditi, terrore e malvagità, inserite in un contesto narrativo di cruda realtà criminale.

Ma, come dice lo stesso Salvatores, “bisognerebbe definire il concetto di criminale. L’arrivo della globalizzazione, del consumismo, il mito del denaro facile e del successo ad ogni costo non ha influito solo sulla società civile normale, ma anche sugli ambienti della malavita. Lo abbiamo visto anche qui in Italia, in quei gruppi di malviventi che in qualche modo avevano un loro codice etico e morale, poi completamente stravolto. L’ambientazione di Educazione Siberiana è interessante proprio per questo: la storia potrebbe essere trasferita in qualsiasi contesto “normale”, ma il fatto che alcuni principi, anche molto apprezzabili, vengano enunciati da una comunità di criminali, suona piuttosto insolito.”

Tornando al tema del doppio è evidente nel film la riflessione che in ognuno di noi c’è una parte buona ed una cattiva. Difficile riconoscerle e scinderle. I due ragazzi protagonisti del film possono, in realtà, rappresentare due facce della stessa persona, due aspetti che ognuno di noi porta dentro di sé.

Mi sono rimaste a mente due frasi emblematiche:

Un uomo non può possedere più di quello che il suo cuore può amare
La fame viene e scompare ma la dignità una volta persa non ritorna più

A dirle sono degli autentici criminali, ma ci viene da pensare di non aver mai sentito un politico dire qualcosa del genere (e scusate la scivolone nell’attualità!).

Ulrich2000

Ulrich2000

Ulrich ricordava benissimo come fosse tornata in auge l’incertezza. Si erano progressivamente accumulate dichiarazioni nelle quali persone dal mestiere un po’ incerto, come i poeti, i critici, le donne e quegli individui che esercitano la professione di nuova generazione, lamentavano che la scienza pura fosse un qualcosa di nefasto, capace di fare a pezzi ogni opera umana elevata, ma non di rimetterla insieme; e tutti costoro esigevano una nuova fede umana, il ritorno ai sentimenti primigeni, uno slancio spirituale e ogni sorta di analoghe aspirazioni. All’inizio Ulrich li aveva ingenuamente presi per individui che, dopo una lunga cavalcata, scendono zoppicanti da cavallo chiedendo a gran voce che li si spalmi d’anima; ma a poco a poco fu costretto a riconoscere come quel grido ripetuto, che da principio gli era parso così buffo, trovasse ampia risonanza; la scienza incominciava a diventare inattuale e il tipo d’uomo poco rigoroso che domina il presente si stava ormai affermando. Da "L'uomo senza qualità", Robert Musil.