Condivide et Impera

Condivide et Impera

Circa un anno fa Rudy Bandiera – ferrarese, noto blogger, consulente Web, docente di online marketing presso master universitari e aziende – in occasione dell’uscita del suo nuovo libro CONDIVIDE ET IMPERA scriveva:

Oggi il numero delle condivisioni di cose è strabiliante rispetto a quello che avveniva 15 anni fa, ma solo perché oggi esiste una tecnologia e delle piattaforme che lo permettono. Direi però che l’uomo non è cambiato, è uguale a sé stesso e i tempi evolutivi “darwiniani” rimangono gli stessi, solo che è cambiato il mondo attorno. Se il Cro-Magnon avesse avuto lo smartphone avrebbe condiviso quanto noi, per capirci, visto che già i nostri antenati condividevano le esperienze vissute dipingendo dozzinali bufali nella roccia all’interno delle caverne. Quella era la loro bacheca.

Rudy Bandiera

È indubbio che l’azione di “condivisione” è probabilmente l’arma più potente per viralizzare un contenuto, diffondendolo. Su questo conta chi vuole affermare una “propria verità”; questo è uno dei principali statement che vengono fissati nel momento che un brand commissiona un contenuto da pubblicare sulla propria pagina social.

Recentemente Facebook ha annunciato una significativa evoluzione dell’algoritmo che fa comparire le notizie nelle nostre bacheche, privilegiando quelli della nostra cerchia di amici e parenti, e penalizzando quelli di marchi, aziende, media e pagine pubbliche in genere.

Questo ha scatenato un gran dibattito. Non voglio ripetere cose già dette, basta una mezz’ora e Google a disposizione per farsi un’idea delle implicazioni possibili di questa scelta. Credo però che il punto sia probabilmente un altro.

OLTRE LA PROFILAZIONE

Il soft power cinese, che si impersona in Xi Jinping, presidente e segretario factotum della Repubblica Popolare Cinese, che punta ad essere guida diretta non solo dell’utilizzo delle piattaforme, ma proprio dell’architettura del codice. I sogni egemonici del Cremlino che vedono il capo di stato maggiore russo, Valeri Gerasymov, ripensare in chiave digitale la teoria della guerra asimmetrica, puntando alla contaminazione dei linguaggi e la determinazione dei profili sociali. Su queste questioni Pagina99 ha dedicato molti articoli veramente interessanti.

In sintesi ci stiamo incamminando verso uno scenario dove il tema non è più la profilazione, cioè la fotografia di quello che piace e pensa il consumatore, ma costruire piattaforme e sviluppare azioni che consentano di agire sui processi semantici e comportamentali di ognuno di noi.

Mi piace chiudere con una citazione di Alan Turing, forse il capostipite dell’informatica:

L’innovazione la troviamo sempre lungo la stretta linea che separa l’intraprendenza dalla disubbidienza.

Alan Turing

Ulrich2000

Ulrich2000

Ulrich ricordava benissimo come fosse tornata in auge l’incertezza. Si erano progressivamente accumulate dichiarazioni nelle quali persone dal mestiere un po’ incerto, come i poeti, i critici, le donne e quegli individui che esercitano la professione di nuova generazione, lamentavano che la scienza pura fosse un qualcosa di nefasto, capace di fare a pezzi ogni opera umana elevata, ma non di rimetterla insieme; e tutti costoro esigevano una nuova fede umana, il ritorno ai sentimenti primigeni, uno slancio spirituale e ogni sorta di analoghe aspirazioni. All’inizio Ulrich li aveva ingenuamente presi per individui che, dopo una lunga cavalcata, scendono zoppicanti da cavallo chiedendo a gran voce che li si spalmi d’anima; ma a poco a poco fu costretto a riconoscere come quel grido ripetuto, che da principio gli era parso così buffo, trovasse ampia risonanza; la scienza incominciava a diventare inattuale e il tipo d’uomo poco rigoroso che domina il presente si stava ormai affermando. Da "L'uomo senza qualità", Robert Musil.