Alla ricerca del (con)senso.

Alla ricerca del (con)senso.

Forse il sentimento oggi più diffuso è l’inquietudine. Ognuno di noi reagisce come può, con gli strumenti che ha a disposizione. Resta il fatto che la società contemporanea, così come è organizzata, tende più a destrutturare il senso, piuttosto che a produrlo.

Ecco che spesso l’obiettivo principale, potremmo dire catartico, diventa la ricerca di appartenenza e di consenso. Basti pensare ad uno dei fenomeni di moda: il selfie. L’autoscatto diventa una sorta di autocertificazione della propria esistenza: ci sono anch’io, anche se non so chi sono.

Il ruolo delle tradizionali agenzie di senso e di orientamento si è affievolito e, in alcuni casi, è scomparso del tutto. Famiglia, scuola, per non parlare della politica così come dei mass media tradizionali; tutte realtà oggi in evidente crisi. La produzione di senso segue percorsi incontrollati. Si finisce con il sostituire la rappresentazione con la realtà, una rappresentazione spesso costruita per farci sentire in luoghi franchi e liberi dalle difficoltà.

Forse stiamo cercando di sfuggire ad alcune pratiche fondamentali per una autentica costruzione di senso: il dissenso, che non può però prescindere dal confronto aperto e dalla scelta responsabile.

Gli strumenti ci sono, vanno solo utilizzati nel modo giusto.

 

Ulrich2000

Ulrich2000

Ulrich ricordava benissimo come fosse tornata in auge l’incertezza. Si erano progressivamente accumulate dichiarazioni nelle quali persone dal mestiere un po’ incerto, come i poeti, i critici, le donne e quegli individui che esercitano la professione di nuova generazione, lamentavano che la scienza pura fosse un qualcosa di nefasto, capace di fare a pezzi ogni opera umana elevata, ma non di rimetterla insieme; e tutti costoro esigevano una nuova fede umana, il ritorno ai sentimenti primigeni, uno slancio spirituale e ogni sorta di analoghe aspirazioni. All’inizio Ulrich li aveva ingenuamente presi per individui che, dopo una lunga cavalcata, scendono zoppicanti da cavallo chiedendo a gran voce che li si spalmi d’anima; ma a poco a poco fu costretto a riconoscere come quel grido ripetuto, che da principio gli era parso così buffo, trovasse ampia risonanza; la scienza incominciava a diventare inattuale e il tipo d’uomo poco rigoroso che domina il presente si stava ormai affermando. Da "L'uomo senza qualità", Robert Musil.